Perchè parti?

Roberta
Università di Udine

Mi piace camminare scalza e frugare nel fondo del pacco dei biscotti per scovare quelli rotti.
Io sono qui:
Tosamaganga,
Tanzania

08/02/2016 - "E perché parti?"..è forse la domanda più gettonata e più difficile da gestire quando si confessa che si ha in mente di partire per l'Africa. Il rischio è quello di cadere in luoghi comuni, di annoverare motivazioni che sembrano preconfezionate, quasi scontate e "dovute", banali.
roberta 2

"Perché parti?" "..e perché no?" Scegliere di non partire è una scelta tanto quanto quella di partire. Certo più facile e immediata perché è una scelta passiva, ma sbaglierei se dicessi che non è una scelta. È un po' come decidere di alzarsi la mattina dal letto o decidere passivamente di restarsene sdraiati lì. É vero che per stare sdraiati lì non serve fare nulla, non devi mettere le scarpe e uscire fuori al freddo, ma dal momento che sai che esiste una possibilità al di fuori di quel letto, restare a letto diventa una decisione vera e propria. Così, per chi almeno una volta ha pensato alla possibilità di varcare il confine, per chi almeno una volta si è immaginato in qualche terra lontana, da quel momento scegliere di partire sta sullo stesso piano di scegliere di non partire. Ci si imbarca in un atteggiamento dinamico, l'attitudine al movimento, e così partire diventa una delle possibilità, una cosa naturale, normale, e quindi la domanda "perché parti?" può coglierti impreparato, e forse l'unica risposa possibile é "e perché no?"

Partire per incontrare, per toccare con mano, per vivere concretamente sulla propria pelle una realtà che affascina la mente e attira il cuore. Partire per vivere la bellezza delle semplici cose, partire per sentirsi un po' scomodi, per ridimensionare i problemi che non sono problemi, e per dare il giusto peso alle cose.

Partire per re-imparare ad apprezzare quello che si ritroverà al ritorno, perché si parte, ma é vero che bisogna anche fare ritorno. Viaggiare ti insegna ad apprezzare quello che lasci a casa, allontanarti ti dà la possibilità di desiderare quello che non hai più a disposizione, e che fino a poco prima ti annoiava. Perché prima o poi bisogna anche tornare, e cambiare il punto di osservazione serve anche sicuramente per rendersi consapevoli del bello e del bene che abbiamo sotto le mano tutti i giorni, e di come farlo fruttare al meglio.

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